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vol. I - n. 4 marzo-aprile 2018

n. 4/2017

Site: moodle.adaptland.it
Course: Professionalità studi - OPEN ACCESS
Book: vol. I - n. 4 marzo-aprile 2018
Printed by: Guest user
Date: Tuesday, 19 October 2021, 5:27 AM

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INDICE E ABSTRACT


Editoriale

DJAMIL TONY KAHALE CARRILLO, Le nuove metodologie per l’insegnamento universitario che studiano le attuali trasformazioni del lavoro


Ricerche: Trasformazioni del lavoro e nuove metodologie per l’insegnamento universitario nelle discipline giuridico-economiche, psicologiche, sociologiche e pedagogiche

ARÁNZAZU ROLDÁN MARTÍNEZ, Metodología para la enseñanza universitaria del Derecho del Trabajo
[abstract]

DJAMIL TONY KAHALE CARRILLO, La implantación de las nuevas tecnologías en la enseñanza del Derecho del Trabajo y de la Seguridad Social
[abstract]

MARÍA JOSÉ PÉREZ-FRUCTUOSO, VANESSA FERNÁNDEZ CHAMORRO, SONIA PAMPLONA ROCHE, Creación de un cuestionario para evaluar la comprensión de los conceptos estadísticos básicos en función de la vía de acceso de los estudiantes de la asignatura de Estadística del Grado en Ciencias del Trabajo, Relaciones Laborales y Recursos Humanos
[abstract]

MARÍA AURORA MARTINEZ REY, Una experiencia de e-learning en Gestión del Conocimiento
[abstract]

RICHARD MABABU MUKIUR, El Aprendizaje Colaborativo online en la Enseñanza de Psicología
[abstract]

ESTHER ALBA FERRÉ, El aula activa en la enseñanza del Derecho Privado
[abstract]

OSVALDO JAVIER SEGOVIA ZÚÑIGA, La Universidad Central de Chile y el “Proyecto 1+1”, como modelo para la formación de competencias profesionales y de vinculación con el medio empresarial
[abstract]

ELISABETTA BANI, Le cliniche legali, uno strumento di didattica “innovativa” e un terreno di riflessione sul ruolo del giurista
[abstract]


Ricerche: L’esperienza e l’importanza dei dottorati non accademici

TIM BLACKMAN, Dottorati c.d. pratici e università del XXI secolo
[abstract]

MICHELE TIRABOSCHI, I dottorati c.d. pratici: la prospettiva dei datori di lavoro
[abstract]



Djamil Tony Kahale Carrillo Le nuove metodologie per l’insegnamento universitario che studiano le attuali trasformazioni del lavoro

Il n. 4, marzo-aprile 2018 della rivista Professionalità studi reca il titolo Nuove metodologie per l’insegnamento universitario delle discipline giuridico-economiche, psicologiche, sociologiche e pedagogiche che studiano le trasformazioni attuali del lavoro. Con la Call for papers che ha portato alla realizzazione del presente numero, ci si è prefissi l’obiettivo di mettere in luce l’importante funzione sociale che svolgono le istituzioni formative, chiamate oggi a mutare approcci e metodologie a fronte alle trasformazioni che interessano il mondo del lavoro e la società. Il rinnovamento delle metodologie formative, come è noto, è al centro delle iniziative delle istituzioni europee in quest’ambito. Lo Spazio europeo dell’istruzione superiore (EHEA) è un sistema educativo europeo di qualità che si propone di favorire crescita economica, competitività internazionale e coesione sociale facendo perno sui pilastri dell’educazione, della formazione dei cittadini lungo tutto l’arco della vita e sulla loro mobilità. Uno dei suoi principali obiettivi, pertanto, è quello della promozione della cooperazione europea in materia di garanzia di qualità e sviluppo di criteri e metodologie comparabili, in cui l’insegnamento sia intrinsecamente caratterizzato da un buon livello di qualità. Il docente, in questi termini, dovrà saper cogliere la sfida di de-ineare la modalità e la metodologia più adeguata affinché l’alunno possa acquisire le competenze di apprendimento che si prefigge di rag-giungere. L’ambito del “mercato del lavoro”, delle “relazioni di lavoro” e delle “relazioni industriali” è particolarmente sensibile alla necessità di un rinnovamento delle metodologie didattiche, poiché tradizionalmente caratterizzato dalla convergenza di interessi da parte di diversi settori disciplinari: “diritto”, “psicologia”, “sociologia”, “gestione della conoscenza”, “statistica”, “risorse umane”, “economia”, tra le altre. L’obiettivo di questa call, da me coordinata, è stato, dunque, quello di invitare esponenti di tutte le discipline che si occupano di questi temi a condividere esperienze e riflessioni. Si è dato in particolare spazio a contributi di indagine su come cambia l’insegnamento delle discipline che studiano il “mercato del lavoro”, le “relazioni di lavoro” e le “relazioni industriali” alla luce delle trasformazioni in atto, con particolare riferimento alla importanza della interdisciplinarietà e del confronto con le dinamiche “reali” del mondo del lavoro. Sono stati raccolti, inoltre, contributi che danno conto di sperimenta-zioni di esperienze di didattica innovativa in tutti gli ambiti disciplinari che si occupano di questi temi. Nello specifico, hanno partecipato pro-fessori di nazionalità spagnola, italiana, inglese e cilena, provenienti dalla Universidad a Distancia de Madrid, Universidad Europea de Ma-drid, Universidad Central de Chile, Middlesex University, Università degli Studi di Bergamo e Università di Modena e Reggio Emilia. Stante questo contesto, il primo studio, dal titolo Metodología para la enseñanza universitaria del Derecho del Trabajo, realizzato dalla professoressa Aránzazu Roldán Martínez della Universidad Europea de Madrid, scioglie il nodo di quale sia la missione che le facoltà di giurisprudenza sono chiamate a svolgere in un mondo in cui lavoro e società stanno sperimentando profonde trasformazioni. Vengono così esposte le metodologie adottate nella didattica dei tre insegnamenti relativi all’area del diritto del lavoro, per raggiungere l’obiettivo che gli alunni “imparino ad imparare” e acquisiscano le competenze che si richiedono al giurista del XXI secolo. Il secondo studio, dal titolo La implantación de las nuevas tecnologías en la enseñanza del Derecho del Trabajo y de la Seguridad Social è stato realizzato dal sottoscritto, Djamil Tony Kahale Carrillo, docente della Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA). La ricerca mette in luce come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione svol-gano un ruolo di grande rilievo per l’insegnamento nell’ambito dello Spazio europeo dell’istruzione superiore, in cui lo studente diventa soggetto attivo e protagonista del proprio processo formativo. Obiettivo del presente studio è stato, dunque, analizzare gli strumenti tecnologici suscettibili di essere applicati nel processo di insegnamento-apprendimento a distanza con riferimento al diritto del lavoro e alla previdenza sociale. Il successo o il fallimento delle innovazioni educative dipende, in larga misura, dal modo in cui i diversi attori coinvolti nel processo educativo interpretano, ridefiniscono, selezionano e modellano i cambiamenti proposti dallo Spazio europeo dell’istruzione superiore. Affinché l’esito sia positivo, è necessario che l’insegnante possegga una serie di competenze, tali da poter gestire correttamente ogni fase del processo di insegnamento-apprendimento. Questo richiede, da una parte, una nuova riflessione generale sull’insegnamento e l’apprendimento degli studenti; e, dall’altra, un ripensamento degli strumenti didattici e formativi basati sui nuovi strumenti metodologici presentati nel presente articolo. Il terzo studio, dal titolo Creación de un cuestionario para evaluar la comprensión de los conceptos estadísticos básicos en función de la vía de acceso de los estudiantes de la asignatura de Estadística del Grado en Ciencias del Trabajo, Relaciones Laborales y Recursos Humanos, è stato elaborato dalle professoresse María José Pérez-Fructuoso, Vanessa Fernández Chamorro e Sonia Pamplona Roche, tutte appartenenti alla Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA). L’articolo si propone di valutare le competenze statistiche di partenza degli studenti universitari della Laurea in Scienze del lavoro, relazioni di lavoro e risorse umane della UDIMA, dove si insegna Statistica attraverso una metodologia on-line. A tal fine, le autrici hanno provato a misurare il livello delle competenze di base degli studenti nel momento in cui iniziano il corso, utilizzando un pre-test. Per preparare il pre-test si è fatto ricorso allo Statistics Concept Inventory (SIC), questionario con domande a risposta multipla che valuta la comprensione dei concetti statistici di base. La scelta delle domande avviene in coerenza sia con il curriculum degli studenti che con il contenuto della materia oggetto di studio. L’elaborazione di tale questionario consente di prendere atto delle conoscenze pregresse degli studenti allo scopo di progettare esperienze educative che permettano di migliorare la comprensione dei concetti statistici. Il quarto studio, recante il titolo Una experiencia de e-learning en Ge-stión del Conocimiento, è stato realizzato da María Aurora Martínez Rey, docente della Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA). Og-getto della Gestione della Conoscenza (GC) è informare, in maniera puntuale e organizzata, un gruppo di persone con diverse metodologie, combinando le loro conoscenze di base con quelle di chi abbia una spe-cializzazione nella data materia. Trattasi di una disciplina indispensabile in qualunque attività che abbia relazione con la condivisione e elaborazione dell’informazione, e l’ambito delle Scienze del Lavoro e Risorse Umane ne è un esempio emblematico. Nell’articolo l’autrice espone l’esperienza docente in modalità e-learning dell’insegnamento Gestio-ne della Conoscenza nell’ambito del corso di laurea di Scienze del La-voro e Risorse Umane della Universidad a Distancia de Madrid. Il quinto studio, dal titolo El Aprendizaje Colaborativo online en la Enseñanza de Psicología, è stato preparato da Richard Mababu Mukiur, docente della Universidad a Distancia de Madrid (UDIMA). L’articolo descrive l’esperienza di apprendimento collaborativo online realizzata tra studenti che si trovano in aree geografiche lontane fra loro. Di conseguenza, vengono affrontate tutte le fasi dell’esperienza, dall’implementazione, all’organizzazione dei gruppi volti a realizzare gli obiettivi formativi, sino ai principali risultati raggiunti. Gli studenti che sono stati presi a riferimento sono iscritti al corso di laurea in psi-cologia del lavoro, e il principale compito loro assegnato consisteva nella realizzazione in gruppo di un’analisi e descrizione di un posto di lavoro, utilizzando la piattaforma collaborativa online Google Drive. Al termine del lavoro, gli studenti sono stati invitati a rispondere ad un questionario, e dalle 326 risposte ottenute è emerso un elevato livello di soddisfazione da parte degli stessi con riferimento all’utilizzo di tale piattaforma per la realizzazione di lavori di gruppo e per l’apprendimento collaborativo online, posto che la maggioranza di loro vorrebbe utilizzare ancora tale strumento e lo consiglierebbe ad altri. È emersa, altresì, consapevolezza circa i parametri di interazione neces-sari per svolgere questo tipo di lavori collaborativi online, quali ad esempio, prefiggersi obiettivi comuni, saper comunicare con gli altri, avere reciproco rispetto, così come un sereno ambiente di lavoro, un dialogo costruttivo tra i membri, senso di responsabilità, leadership, ecc. Il sesto studio, dal titolo El aula activa en la enseñanza del Derecho Privado, è stato realizzato da Esther Alba Ferré, docente della Universidad Europea de Madrid. Secondo l’autrice, l’obiettivo dell’insegnante è quello di rendere attiva la didattica nell’insegnamento del diritto privato e del diritto in generale mediante strumenti organizzativi, metodologie attive (quali la tecnica “puzzle”, lo studio dei casi di specie, l’apprendimento basato sull’analisi dei problemi o il cosiddetto flipped classroom), nonché strategie educative che consentano di favorire la concentrazione e motivazione dell’alunno, basate sull’apprendimento autonomo ed esperienziale. A parere dell’autrice, è dall’Università che dovranno essere valutate e sviluppate le competenze richieste dal mondo del lavoro; a tal fine, sarà compito del docente svolgere quelle attività in grado di promuovere le competenze di un avvocato nell’aula di un tribunale (quali ad esempio la capacità di sintesi mediante mappe concettuali, la comunicazione scritta attraverso il portfolio o un rapporto, o la creatività nella realizza-zione di un poster). Il feedback da parte dell’alunno sarà infine considerato la chiave per il docente per valutare il proprio metodo didattico, e a tal fine verranno utilizzati strumenti quali il diario di bordo, domande aperte o lavori di gruppo che diano conto del livello di apprendimento da parte degli alunni e del loro grado di soddisfazione nei confronti del-la cosiddetta “aula attiva”. Il settimo studio reca il titolo La Universidad Central de Chile y el «Proyecto 1+1», como modelo para la formación de competencias pro-fesionales y de vinculación con el medio empresarial, e vede come au-tore Osvaldo Javier Segovia Zúñiga, docente della Universidad Central de Chile. Il Progetto 1+1, quale espressione del metodo “imparare facendo”, consiste nel fornire assistenza tecnica e formazione in ambito amministrativo, finanziario, commerciale e contabile ad un gruppo di microimprenditori da parte di un gruppo di studenti della Facoltà di scienze economiche e amministrative della Universidad Central de Chile. L’importanza dell’avvio di tale progetto risiede nel fatto che il modello pedagogico applicato (approccio per competenze), enfatizzando una prassi educativa incentrata sull’imparare facendo, favorisce lo sviluppo integrale dello studente preparandolo in maniera efficace per il suo futuro lavorativo. Il progetto acquisisce un rilievo ancor maggiore se si considera che le PMI, dalle quali in Cile deriva oltre l’80% dell’occupazione e più del 30% del PIL nazionale, risultano spesso incapaci di conoscere e rispet-tare le normative vigenti e le esigenze di un mondo globalizzato, ren-dendo così di fondamentale utilità il compito di trasferire conoscenze che si traducano in una migliore gestione delle stesse, oltre a rappresentare un modo di avvicinamento dell’università all’impresa. L’ottavo studio, dal titolo Le cliniche legali: uno strumento di didattica “innovativa” e un terreno di riflessione sul ruolo del giurista, è stato realizzato da Elisabetta Bani, Professore Associato di Diritto dell’economia presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo. Nell’articolo si illustra un’esperienza di didattica, inquadrabile nella modalità clinico legale. Il caso offre lo spunto per fare il punto della situazione sull’affermazione della modalità clini-co-legale in Italia e per suggerire un utilizzo di questo strumento forma-tivo a fini culturali, più che professionali, perché solo attraverso una preparazione trasversale e critica il giurista può continuare ad avere un ruolo. Il nono articolo, dal titolo Dottorati c.d. pratici e università del XXI secolo, è stato elaborato da Tim Blackman, Vicerettore della Middlesex University. Il contributo espone le ragioni secondo le quali, lungi dall’essere un sottoprodotto o un parente, neanche troppo gradito, del tradizionale dottorato di ricerca accademico, il dottorato c.d. pratico incarna un modello di istruzione superiore coerente con le sfide del XXI secolo poiché centrato su un sapere contestualizzato, strettamente connesso all’uso applicato che se ne fa e sul pensiero progettuale. Nell’attuale scenario economico, dove l’elemento distintivo non è già più la conoscenza di per sé, bensì la creatività, è importante saper rielaborare la conoscenza prodotta per creare nuovi scenari futuri e risolvere problemi complessi. Le università e la formazione superiore devono quindi entrare nel XXI secolo facendo leva su dialogo costante tra idee e azione, una strada che invero non sembrerebbe agilmente percorribile in ragione della presente separazione tra ricerca e pratica che costituisce un elemento distintivo del modello universitario dominante. Il decimo ed ultimo studio, dal titolo I dottorati c.d. pratici: la prospet-tiva dei datori di lavoro, è stato realizzato da Michele Tiraboschi, docente di diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Servendosi del metodo delle 5Ws e 1H, l’autore legge il fenomeno dei dottorati c.d. pratici attraverso il prisma della recente evoluzione dei mercati del lavoro e dei processi produttivi che vedono nel lavoro di ricerca non accademico uno dei profili professionali emergenti e più rilevanti. Le chiavi di lettura offerte dall’autore chiariscono un fraintendimento, un equivoco concettuale che forse ha accompagnato il fenomeno fin dalla sua nascita e successiva analisi da parte della comunità scientifica, e cioè la apparente dicotomia tra ricerca accademica e ricerca non accademica: pure con tutte le differenze che contraddistinguono i dottorati industriali (o professionali o pratici, innovativi in generale) dai tradizionali percorsi di dottorato (come la natura -privata- dei finanziamenti, i contesti dell’apprendimento e della esecuzione della ricerca, gli obiettivi concreti del progetto di tesi), i primi restano comunque perfetta-mente identici a quelli tradizionali nella loro finalità che è quella di fornire un contributo originale all’avanzamento della conoscenza su un determinato tema o in un determinato settore disciplinare. Detto in altri termini, lo studio risponde alle seguenti domande: chi? cosa? quando? perché? come? Come emerge da questa introduzione, il n. 4/2018 di Professionalità studi risulta assai ricco di contenuti tanto interdisciplinari – toccando tematiche afferenti a diverse discipline, quali il diritto, la psicologia del lavoro, la statistica, tra le atre – quanto comparati, data la partecipazio-ne di autori provenienti da vari paesi (Spagna, Italia, Regno Unito e Cile). Di notevole interesse le conclusioni, proposte e raccomandazioni cui si è giunti. In quanto coordinatore di questo numero, non mi rimane che ringraziare tutti gli autori che hanno fornito il proprio contributo in maniera coerente con la tematica proposta. Allo stesso modo ci tengo a ringraziare la direzione di Professionalità studi (Prof. Giuseppe Bertagna, Ordinario di Pedagogia generale e sociale, Università di Bergamo; Prof. Michele Tiraboschi, Ordinario di Diritto del lavoro, Università di Modena e Reggio Emilia e Prof. Giuseppe Scaratti, Ordinario di Psicologia del lavoro, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano) per aver accettato di dedicare un numero al tema da me suggerito, nonché Lavinia Serrani, responsabile dell’area internazionale e Lilli Casano, redattore capo della rivista per il loro lavoro organizzativo.

 

Aránzazu Roldán Martínez Metodologia per l’insegnamento universitario del diritto del lavoro

Nel presente articolo, l’Autrice, docente presso la Universidad Europea de Madrid, si interroga circa la missione che sono chiamate a svolgere le facoltà di giurisprudenza in un mondo in cui il lavoro e la società stanno sperimentando profondi cambiamenti. Spiega inoltre quali siano le metodologie introdotte nel piano didattico relativo ai tre insegnamenti facenti capo all’area del diritto del lavoro, perseguendo l’obiettivo che gli alunni “imparino ad imparare” e acquisiscano le competenze che si richiedono al giurista del XXI secolo.


Aránzazu Roldán Martínez Methodology for university education in Labor Law

In this article, the Author, professor at the Universidad Europea de Madrid, debates the mission that involve Law Schools in a world where work and society are undergoing profound transformations. Explains as well the methodologies that have been implemented in in the didactic plan regarding the three subjects belonging to the Labor Law area, with the objective that students “learn by doing” and acquire the skills required of the jurist of the XXI century.

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Djamil Tony Kahale Carrillo L’utilizzo delle nuove tecnologie nell’insegnamento del diritto del lavoro e della previdenza sociale

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione svolgono un ruolo di grande rilievo per l’insegnamento nell’ambito dello Spazio europeo dell’istruzione superiore, in cui lo studente diventa soggetto attivo e protagonista del proprio processo formativo. Obiettivo del presente studio è analizzare gli strumenti tecnologici suscettibili di essere applicati nel processo di insegnamento-apprendimento a distanza con riferimento al diritto del lavoro e alla previdenza sociale. Il successo o il fallimento delle innovazioni educative dipende, in larga misura, dal modo in cui i diversi attori coinvolti nel processo educativo interpretano, ridefiniscono, selezionano e modellano i cambiamenti proposti dallo Spazio europeo dell’istruzione superiore. Affinché l’esito sia positivo, è necessario che l’insegnante possegga una serie di competenze, tali da poter gestire correttamente ogni fase del processo di insegnamento-apprendimento. Questo richiede, da una parte, una nuova riflessione generale sull’insegnamento e l’apprendimento degli studenti; e, dall’altra, un ripensamento degli strumenti didattici e formativi basati sui nuovi strumenti metodologici presentati nel presente articolo.


Djamil Tony Kahale Carrillo The implementation of new technologies in the teaching of labor law and social security

Information and Communication Technologies play a very important role, as a meaningful teaching, in the European Higher Education Area; in which the student is the active subject and protagonist of his formative process. The purpose of the study is to present the technological tools that can be applied in the distance teaching-learning process in Labor and Social Security Law. The success or failure of educational innovations depends, to a large extent, on the way in which the different educational actors interpret, redefine, filter and shape the changes proposed by the European Higher Education Area. To achieve a positive effect, it is necessary that the teacher has a set of competences, through a correct assignment of those to the different facets of the teaching-learning process. This requires, on the one hand, a new general reflection on the teaching and learning of the students; and on the other, a new design of teaching tools and formats based on the new methodological options presented in this paper.

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María José Pérez-Fructuoso, Vanessa Fernández Chamorro, Sonia Pamplona Roche Creazione di un questionario per valutare la comprensione dei concetti statistici basici in funzione dell’ingresso degli studenti dell’insegnamento di Statistica del Corso di Laurea in Scienze del lavoro, relazioni di lavoro e risorse umane

Il presente studio si propone di valutare le competenze statistiche di partenza degli studenti universitari della Laurea in Scienze del lavoro dell’UDIMA, dove si insegna Statistica attraverso una metodologia on-line. A tal fine, si prova a misurare il livello delle loro competenze di base nel momento in cui iniziano il corso utilizzando un pre-test. Per preparare il pre-test si è utilizzato lo Statistics Concept Inventory (SIC), questionario con domande a risposta multipla che valuta la comprensione dei concetti statistici di base. Delle 38 domande che compongono il questionario, 10 sono coerenti sia con il curriculum degli studenti che con il contenuto della materia oggetto di studio. L’elaborazione di tale questionario consentirà di prendere atto delle conoscenze pregresse degli studenti allo scopo di progettare esperienze educative che permettano di migliorare la comprensione dei concetti statistici.


María José Pérez-Fructuoso, Vanessa Fernández Chamorro, Sonia Pamplona Roche Creation of a questionnaire to assess the understanding of basic statistical concepts according to the access route of the students of the Statistics of the under-graduate course in Labor Sciences at the Madrid Open University (UDIMA)

This study aims to assess the prior knowledge on statistics of the students in an undergraduate course in Labour Sciences Course at UDIMA, in which the Statistics course is taught with an online methodology. In order to do this, a pre-examination was conducted at the time that the course began. This pre-examination is based on the Statistics Concept Inventory, a multiple-choice questionnaire that assesses the understanding of basic statistics concepts. 10 out of the 38 questions included in the questionnaire were coherent with the students’ curriculum and with the content of the course. The fulfilment of the questionnaire will allow to assess the prior knowledge on statistics in order to design learning experiences that foster the understanding of statistics concepts.

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María Aurora Martinez Rey Un’esperienza di e-learning in Gestione della Conoscenza

Oggetto della Gestione della Conoscenza (GC) è informare, in maniera puntuale e organizzata, un gruppo di persone con diverse metodologie, combinando le loro conoscenze di base con quelle di chi abbia una specializzazione nella data materia. Trattasi di una disciplina indispensabile in qualunque attività che abbia relazione con la condivisione e elaborazione dell’informazione, e l’ambito delle Scienze del Lavoro e Risorse Umane ne è un esempio emblematico. Nel presente articolo viene esposta l’esperienza docente in modalità e-learning dell’insegnamento Gestione della Conoscenza nell’ambito del corso di laurea di Scienze del Lavoro e Risorse Umane della Universidad a Distancia de Madrid.


María Aurora Martinez Rey An e-learning experience in Knowledge Management

The objective of Knowledge Management (KM) is to inform, punctually and deeply, a group of normal people using different methodologies, combining their basic knowledge with that of experts of the area. It is an indispensable field in any activity that relates with share and elaboration of information, and the domain of Labour Sciences and Human Resources is a paradigmatic example. In this article, we present the teaching experience through e-learning of the subject of Knowledge Management in the degree of Labour Sciences and Human Resources at the Universidad a Distancia de Madrid.

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Richard Mababu Mukiur L’apprendimento collaborativo online nell’insegnamento della psicologia

Nel presente lavoro viene descritta l’esperienza di apprendimento collaborativo online realizzata tra studenti che si trovano in aree geografiche lontane fra loro. Lo studio affronta tutte le fasi dell’esperienza, dall’implementazione, all’organizzazione dei gruppi volti a raggiungere gli obiettivi formativi, sino ai principali risultati raggiunti. Gli studenti che sono stati presi a riferimento sono iscritti al corso di laurea in psicologia del lavoro, e il principale compito loro assegnato consisteva nella realizzazione in gruppo di un’analisi e descrizione di un annuncio per un posto di lavoro utilizzando la piattaforma collaborativa online Google Drive. Al termine del lavoro, gli studenti sono stati invitati a rispondere ad un questionario, e dalle 326 risposte ottenute è emerso un elevato livello di soddisfazione da parte degli stessi con riferimento all’utilizzo di tale piattaforma per la realizzazione di lavori di gruppo e per l’apprendimento collaborativo online, posto che la maggioranza di loro vorrebbe utilizzare ancora tale strumento e lo consiglierebbe ad altri. È emersa, altresì, consapevolezza circa i parametri di interazione necessari per svolgere questo tipo di lavori collaborativi online, quali ad esempio, prefiggersi obiettivi comuni, saper comunicare con gli altri, avere reciproco rispetto, così come un sereno ambiente di lavoro, un dialogo costruttivo tra i membri, senso di responsabilità, leadership, ecc.


Richard Mababu Mukiur Online Collaborative Learning in the Teaching of Psychology

This paper describes the online collaborative learning experience involving students from geographical areas located far from each other. The study presents the whole life cycle of the project, from the inception to the outcomes through the implementation where students were grouped and educational objectives to be achieved defined. The students taking part to the project are enrolled in the undergraduate program in the field of work and organizational psychology. They were tasked with carrying out a job description by cooperating via Google Drive platform. At the end of the task, the students were invited to take part to a survey. In total, 326 students filled and completed the questionnaire of the survey. The results suggest that Google Drive represents a useful tool that fits for collaborative work dynamics and e-learning experience. In general, as far as the use of the on-line platform and the achievement of the learning objectives are concerned, students argue that they are satisfied with the online collaborative work experience and they confirm their interest to undertake similar activities in the future. One of the main outcomes of the project addresses the successful criteria to be take into account when performing on-line collaborative works and tasks, such as sharing common goals, fostering good communication among participants, reproduce an environment of mutual respect and leveraging transversal competences, such as leadership and participant’s accountability.

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Esther Alba Ferré Rendere attiva la didattica nell’insegnamento del diritto privato

Obiettivo dell’insegnante è quello di rendere attiva la didattica nell’insegnamento del diritto privato e del diritto in generale mediante strumenti organizzativi, metodologie attive (quali la tecnica “puzzle”, lo studio dei casi di specie, l’apprendimento basato sull’analisi dei problemi o il cosiddetto flipped classroom), nonché strategie educative che consentano di favorire la concentrazione e motivazione dell’alunno, basate sull’apprendimento autonomo ed esperienziale. Posto che sin dall’Università dovranno essere valutate e sviluppate le competenze richieste dal mondo del lavoro, sarà compito del docente svolgere quelle attività in grado di promuovere le competenze di un avvocato nell’aula di un tribunale (quali ad esempio la capacità di sintesi mediante mappe concettuali, la comunicazione scritta attraverso il portfolio o un rapporto, o la creatività nella realizzazione di un poster). Il feedback da parte dell’alunno sarà infine considerato la chiave per il docente per valutare il proprio metodo didattico, e a tal fine verranno utilizzati strumenti quali il diario di bordo, domande aperte o lavori di gruppo che diano conto del livello di apprendimento da parte degli alunni e del loro grado di soddisfazione nei confronti della cosiddetta “aula attiva”.


Esther Alba Ferré The active classroom in the teaching of civil law

The goal of the Professor here is to explore new methodologies for flipping the teaching of Civil Law (and Law disciplines, broadly speaking) by addressing a set of tools such as new organizational practices, experiencing recent approaches (i.e. the puzzle technique, the case method, problem-based learning and the flipped classroom) and the set up of educational strategies relying on autonomous and experential learning in order to foster the concentration and motivation of the student. Indeed, University itself should develop and assess the right skills required from the world of work, and professors should be tasked with performing various activities aimed at equipping lawyers with both the hard and soft skills the profession needs (such as the ability to synthesize through concept maps, communication and written skills when drafting portfolios or reports, creativity). Student’s feedback is to be considered the indicator by mean of which Professors should gauge the success of the teaching methodologies implemented. For this purpose, reflective practice such as journals to keep students work tracked, open questions, class minutes or collaborative work experiences will be put in practice in order to highlight the degree of satisfaction and the learning achievements of the students involved in the active classroom.

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Osvaldo Javier Segovia Zúñiga La Universidad Central de Chile e il “Progetto 1+1” come modello per la formazione di competenze professionali in raccordo con le imprese

Il Progetto 1+1, quale espressione del metodo “imparare facendo”, consiste nel fornire assistenza tecnica e formazione in ambito amministrativo, finanziario, commerciale e contabile ad un gruppo di microimprenditori da parte di un gruppo di studenti della Facoltà di scienze economiche e amministrative della Universidad Central de Chile. L’importanza dell’avvio di tale progetto risiede nel fatto che il modello pedagogico applicato (approccio per competenze), enfatizzando una prassi educativa incentrata sull’imparare facendo, favorisce lo sviluppo integrale dello studente preparandolo in maniera efficace per il suo futuro lavorativo. Il progetto acquisisce un rilievo ancor maggiore se si considera che le PMI, dalle quali in Cile deriva oltre l’80% dell’occupazione e più del 30% del PIL nazionale, risultano spesso incapaci di conoscere e rispettare le normative vigenti e le esigenze di un mondo globalizzato, rendendo così di fondamentale utilità che si traducano in una migliore gestione delle stesse, oltre a rappresentare un modo di avvicinamento dell’università all’impresa.


Osvaldo Javier Segovia Zúñiga The Central University of Chile and the “Project 1 + 1”, as a model for the formation of professional skills and for developing relationships with businesses

The Project 1+1, an expressoin of the method “learn by doing”, consists of providing technical assistance and formation in administrative, finance, commercial and accountability areas for a group of microentrepreneurs of a portion of students of the Economic and Administrative Faculty of the Central University of Chile. The importance of the departure of the project resides on the fact that the applied pedagogical model (skill-based approach), emphasizing the educational practice focused on learn by doing, favouring the integral development of the student, preparing him effectively for its working future. The project acquires a bigger relevance when considered that SMEs, that employ 80% of the population and involve more than 30% of the national GDP, are incapable of knowing and comply with current regulations and the demands of a globalized world, thus rending the task of knowledge transferring of a fundamental utility that translate in a better management of themselves, besides representing a way of bringing university and enterprise closer.


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Elisabetta Bani Le cliniche legali: uno strumento di didattica “innovativa” e un terreno di riflessione sul ruolo del giurista

Nell’articolo si illustra un’esperienza di didattica, inquadrabile nella modalità clinico legale. Il caso offre lo spunto per fare il punto della situazione sull’affermazione della modalità clinico-legale in Italia e per suggerire un utilizzo di questo strumento formativo a fini culturali, più che professionali, perchè solo attraverso una preparazione trasversale e critica il giurista può continuare ad avere un ruolo.


Elisabetta Bani The legal clinics: an “innovative” teaching tool and a ground for reflection on the role of the lawyer

The article illustrates an educational experience, which can be framed in the legal clinical method. The case offers the opportunity to take stock of the situation on the affirmation of the clinical-legal method in Italy and to suggest a use of this training tool for cultural, rather than professionale purposes, because only through a cross-cutting and critical preparation the lawyer can continue to play a role.

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Tim Blackman Dottorati c.d. pratici e università del XXI secolo

Il contributo espone le ragioni secondo le quali, lungi dall’essere un sottoprodotto o un parente, neanche troppo gradito, del tradizionale dottorato di ricerca accademico, il dottorato c.d. pratico incarna un modello di istruzione superiore coerente con le sfide del XXI secolo poiché centrato su un sapere contestualizzato, strettamente connesso all’uso applicato che se ne fa e sul pensiero progettuale. Nell’attuale scenario economico, dove l’elemento distintivo non è già più la conoscenza di per sé, bensì la creatività, è importante saper rielaborare la conoscenza prodotta per creare nuovi scenari futuri e risolvere problemi complessi. Le università e la formazione superiore devono quindi entrare nel XXI secolo facendo leva su dialogo costante tra idee e azione, una strada che invero non sembrerebbe agilmente percorribile in ragione della presente separazione tra ricerca e pratica che costituisce un elemento distintivo del modello universitario dominante.


Tim Blackman The Professional Doctorate and the 21st Century University

This article argues that far from being the poor cousin of the PhD, the professional doctorate epitomises a model of higher education that is for the 21st century, based on professional formation and design thinking. The future of successful developed economies is no longer as knowledge economies. Instead, their future is as creative economies, economies where what matters is being able to use knowledge to create desired futures and solve complex problems. In other words, universities and higher degree training need to enter the 21st century by leveraging a continual dialogue between ideas and action, and this does not sit easily with the current separation of research and practice established by a tradition of academics who practise only research and teaching.

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Michele Tiraboschi I dottorati c.d. pratici: la prospettiva dei datori di lavoro

Servendosi del metodo delle 5Ws, l’autore legge il fenomeno dei dottorati c.d. pratici attraverso il prisma della recente evoluzione dei mercati del lavoro e dei processi produttivi che vedono nel lavoro di ricerca non accademico uno dei profili professionali emergenti e più rilevanti. Le chiavi di lettura offerte dall’autore chiariscono un fraintendimento, un equivoco concettuale che forse ha accompagnato il fenomeno fin dalla sua nascita e successiva analisi da parte della comunità scientifica, e cioè la apparente dicotomia tra ricerca accademica e ricerca non accademica: pure con tutte le differenze che contraddistinguono i dottorati industriali (o professionali o pratici, innovativi in generale) dai tradizionali percorsi di dottorato (come la natura -privata- dei finanziamenti, i contesti dell’apprendimento e della esecuzione della ricerca, gli obiettivi concreti del progetto di tesi), i primi restano comunque perfettamente identici a quelli tradizionali nella loro finalità che è quella di fornire un contributo originale all’avanzamento della conoscenza su un determinato tema o in un determinato settore disciplinare.


Michele Tiraboschi The employer’s perspective of practice doctorates: a paradigm change

The autor deals with the topic of the so-called practical doctor-ates by using the “Five Ws” expositive expedient. This in order to focus on the epis-temological, cultural, normative and planning problems raised by the so-called practical doctorates and some possible guidelines for their development. In particular, the author clarifies a conceptual misunderstanding that perhaps has accompanied the phenomenon since its inception and subsequent analysis developed by the scientific community, namely the apparent dichotomy between academic research and non-academic research: though many differences distinguish the industrial doctorates (or professional or practice, innovative in general) from traditional doctoral pathways (such as the nature -private- of funding, the contexts of learning and execution of research, the concrete objectives of the thesis project), the former still remain perfectly identical to latter in its purpose, which is to provide an original contribution to the advancement of knowledge on a given subject or in a specific subject area.

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