n. 4/2013

Roberto Pessi Rappresentanza e rappresentatività sindacale tra contrattazione collettiva e giurisprudenza costituzionale


Rappresentanza e rappresentatività sindacale tra contrattazione collettiva e giurisprudenza costituzionale – L’A. valuta, dapprima congiuntamente, l’accordo interconfederale sulla rappresentanza e la sentenza costituzionale n. 231 del 2013, qualificandoli come eventi idonei ad avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, per poi procedere ad un’analisi separata. L’intesa interconfederale viene ritenuta essenziale per completare il processo di recupero dell’unità sindacale avviato con l’accordo del giugno 2011, ma carente per un duplice ordine di ragioni: irretroattività delle pattuizioni in tema di efficacia della contrattazione e limitato ambito applicativo. L’intervento della Consulta viene valutato con favore, in quanto capace di ridare agibilità sindacale ad una federazione effettivamente rappresentativa, ma ritenuto non risolutivo delle problematiche interpretative connesse ai criteri selettivi per l’identificazione del sindacato cui riconoscere il diritto alla RSA. La consapevolezza dei limiti della pronuncia pare risiedere negli stessi giudici della Corte e viene rilevata nei possibili interventi suggeriti dalla stessa Consulta al legislatore. Al fine di superare la situazione di incertezza emersa, l’A. suggerisce il ripristino dell’art. 19 Stat. lav., nella sua formulazione prereferendaria, seppur corretto alla luce del mutato contesto politico e legislativo.


Roberto Pessi Trade Union Representation and Representativeness: Collective Bargaining and Constitutional Case Law

This paper starts with a reflection on both the Interconfederal Agreement on Representativeness and Decision No. 23/2013 of the Constitutional Court, which usher in a new era for Italian labour relations. The Interconfederal Agreement is pivotal to regain trade union identity, the urgency of which was also reflected in the conclusion of the agreement of June 2011. Yet two major problems arise concerning Decision No. 23/2013, which are its limited scope of application and the non-retroactive character of the agreements on the effectiveness of collective bargaining. Although the intervention of the Constitutional Court has been hailed favourably – for trade unions are reassigned much more room for manoeuvre in terms of rep-resentation – some doubts arise when dealing with problems of interpretation allied to the criteria to identify and empower trade unions to set up plant-level bargaining bodies. An awareness of these shortcomings is also apparent in the wording of the decision itself, which puts forward some proposals to deal with the foregoing issues. In order to deal with this stalemate situation, the author calls for a restoration of the previous version of Article 19 of the Workers’ Statute – that is before the amendments made following the referendum – yet taking account of the legal and political changes which took place since then.

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