n. 1/2013

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Course: Diritto delle Relazioni Industriali
Book: n. 1/2013
Printed by: Guest user
Date: Monday, 4 July 2022, 11:40 AM

INDICE

Ricerche: Le prospettive del mercato del lavoro italiano dopo la legge n. 92/2012 e la riforma degli assetti contrattuali


ADALBERTO PERULLI Il lavoro autonomo tradito e il perdurante equivoco del “lavoro a progetto”
[abstract]

GAETANO ZILIO GRANDI, MAURO SFERRAZZA La legge n. 92/2012 ed il riordino degli ammortizzatori sociali: alla ricerca della riforma perduta
[abstract]

ILARIO ALVINO L’introduzione di regole sulla rappresentatività e gli effetti sulla dinamica dei rapporti collettivi: esperienze a confronto
[abstract]


Interventi

MICHELE FAIOLI Autonomia collettiva e concorrenza nel sistema riformato della vendita della stampa quotidiana e periodica
[abstract]

MAURO SFERRAZZA Il diritto di sciopero nel calcio
[abstract]


Osservatorio di giurisprudenza italiana

MELITTA CREVATIN Contrattazione collettiva separata nel settore metalmeccanico ed esercizio dei diritti sindacali: il caso del diritto di assemblea (nota a Trib. Trieste 25 giugno 2012)

GIUSEPPE SANTORO-PASSARELLI Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e ambito della tutela risarcitoria (nota a Trib. Milano ordinanza 28 novembre 2012)

MATTEO BELLINA Note critiche in tema di orario di lavoro e attività preparatorie alla prestazione (nota a Trib. Gorizia 19 luglio 2012)

MARCO FERRARESI L’articolo 8, decreto legge n. 138/2011, supera il vaglio di costituzionalità ex articolo 117 della Costituzione in tema di riparto di competenze tra Stato e Regioni (nota a C. Cost. 4 ottobre 2012, n. 221)

VALERIO MAIO La “posizione di garanzia” delle associazioni di categoria nelle ipotesi di astensione dal servizio dei lavoratori autonomi, professionisti e piccoli imprenditori (nota a App. Roma 31 maggio 2012, n. 2604, e App. Roma 29 maggio 2012, n. 3685)


Osservatorio di legislazione, prassi amministrative e contrattazione collettiva

PIERLUIGI RAUSEI Il nuovo apprendistato fra ispezioni e sanzioni

ROBERTA CARAGNANO Il congedo obbligatorio di paternità, i voucher baby-sitting e la fruizione ad ore del congedo parentale

GIUDITTA ALESSANDRINI Prime riflessioni in margine allo schema di decreto legislativo sulla validazione degli apprendimenti formali e non formali nel quadro della ratio del modello delle competenze in ottica europea

GABRIELE BUBOLA Partite IVA: tra presunzioni normative ed inter-pretazioni ministeriali

Il tentativo obbligatorio di conciliazione: i primi chiarimenti operativi del Ministero

MARIA CRISTINA CATAUDELLA La contrattazione di genere e per fasce di età

LUISA TADINI Invecchiamento demografico e previdenza: per reagire alla sfida demografica quale spazio per un intervento di welfare?


Osservatorio di giurisprudenza e politiche comunitarie del lavoro

TIZIANA VALERIANA DE VIRGILIO La Corte di Giustizia interviene sul diritto alla parità di trattamento e divieto di discriminazione dei lavoratori per ragioni di età o handicap (nota a C. Giust. 6 dicembre 2012, Johann Odar v. Baxter Deutschland GmbH, causa C-152/11)


Osservatorio internazionale e comparato

JULIO ARMANDO GRISOLIA Comunicazioni elettroniche nelle relazioni di lavoro nella legislazione argentina

VALENTINA SORCI, ROSITA ZUCARO Il quadro internazionale del divario di genere secondo il World Economic Forum

SARA AUTIERI I fondi di compensazione per le vittime dell’amianto

Adalberto Perulli Il lavoro autonomo tradito e il perdurante equivoco del “lavoro a progetto”


L’A. osserva come il legislatore, negli ultimi anni, abbia predisposto una nuova e confusa disciplina in materia di lavoro a progetto, basata su un’idea empiricamente errata e ideologicamente distorta, per la quale «i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nascenti dai più svariati contratti giusta la definizione dell’art. 409, n. 3 c.p.c., siano fraudolenti e debbano quindi scomparire dalla realtà sociale che invece fisiologicamente li richiede, e in misura crescente li richiederà». Sulla base di questo assunto è stata concepita la “riconduzione” a progetto delle collaborazioni coordinate e continuative a carattere prevalentemente personale, erigendo il progetto a cardine qualificatorio di un intero “settore” di rapporti di lavoro autonomo. Secondo l’A., in tal modo il legislatore non solo non è riuscito a regolare efficacemente i mutamenti intercorsi nel mondo del lavoro autonomo con l’avvento del postfordismo, ma si è spinto sulla strada fallace della valorizzazione tipologica di un elemento – il progetto – sprovvisto di ogni virtù identificativa della natura del rapporto. L’A. evidenzia come questa prospettiva, che si fonda su un gigantesco equivoco al contempo giuridico e sociologico, non corrisponde alla realtà del lavoro autonomo, alle sue complesse articolazioni economiche e sociali, al suo stesso profilo giuridico-normativo di fondo, ancora adagiato sulla fattispecie generale di cui all’art. 2222 c.c. In tal contesto, l’A. ritiene che la riforma Fornero abbia perpetuato l’equivoco, accentuando la valorizzazione del progetto quale criterio di identificazione dei rapporti di lavoro autonomo coordinati e continuativi: erigendolo espressamente a elemento essenziale di validità del contratto e sancendo l’automatica conversione del rapporto de quo in rapporto di lavoro subordinato, a prescindere da ogni ricerca della “verità materiale” sulla reale natura del rapporto, con notevoli conseguenze di tipo sistematico. Incistato in una sorta di buco nero concettuale, avulso dai principi generali delle obbligazioni e dei contratti e denso di contraddizioni sistematiche, il lavoro a progetto appare, agli occhi dell’A., come la grande anomalia dell’ordinamento giuslavoristico italiano che, mosso da una visione panlavoristica che vede il mondo del lavoro soltanto attraverso le lenti della subordinazione, non riesce a pensare al lavoro autonomo in una prospettiva di promozione dell’indipendenza di chi lavora.


Adalberto Perulli The Equivocal Nature of Project Work and its Implications on Self-employment

This paper argues that recently-issued legislation on project work further increases the levels of confusion around this form of employment. This is because these provisions were devised on the misleading assumption that “continuous and coordinated collaboration contracts concluded in accordance with Art. 409, No. 3 of the Code of Civil Procedure are illicit ones and they should no longer be issued, even though changes in the working world call for these contractual arrangements, now and in the future”. For this reason, the employment relationships taking place on a continuous and coordinated basis are now regarded as a form of project work, thus including a whole sector of self-employment. The author takes the view that this move on the part of the Legislator was unsuccessful, as failing to keep abreast of recent developments in autonomous work following the Fordism, giving instead priority to the concept of “project”, which makes it difficult to identify the contractual arrangement implemented. The paper goes on to highlight that this state of affairs is the result of a major misunderstanding in both sociological and legal terms on self-employment, as there seems to be a contradiction between the legal dimension and the socio-economic reality, chiefly if one considers the employment contracts laid down in Art. 2222 of Civil Code. The author is of the opinion that the Monti-Fornero Reform further exacerbates such misunderstanding, promoting the project to be carried out as the only criteria to identify employment relationships of a continuous and coordinated nature. In this sense, these contractual schemes will be automatically converted into salaried employment contracts, irrespective of the effective nature of the employment relationship, with serious consequences in practical terms. The paper concludes by pointing out the difficulty to regulated project work in Italy, the results of conceptual barriers and ideological blinker which tend to regard it as a form of salaried employment, away from the needs to promote project work as a form of self-employment.

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Gaetano Zilio Grandi, Mauro Sferrazza La legge n. 92/2012 ed il riordino degli ammortizzatori sociali: alla ricerca della riforma perduta


Il saggio muove le mosse da una prima riflessione sul recente intervento normativo in materia di ammortizzatori sociali e si prefigge l’obiettivo di valutare l’effettiva portata riformatrice della disciplina nonché di verificare se il nuovo ammortizzatore (assicurazione sociale per l’impiego – ASpI) possa essere considerato uno strumento unico «indirizzato al sostegno del reddito e al reinserimento lavorativo dei soggetti disoccupati senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro», così come previsto nella l. delega n. 247/2007. Gli AA. osservano come, nel complesso, l’intervento legislativo in materia appare episodico, disorganico oltre che lacunoso. Il legislatore sembra voler disegnare un impianto capace di coinvolgere una platea più ampia di potenziali beneficiari e, da questo punto di vista, di certo più equo di quello attuale. Pur dovendosi apprezzare lo sforzo verso la definizione di un insieme omogeneo di regole, il nuovo sistema rimane – per gli AA. – sotto tale profilo e per un verso, privo della necessaria uniformità ed organicità e, per l’altro verso, lontano dall’auspicato obiettivo della universalizzazione delle tutele. La legge di riforma introduce l’ASpI, senza però prevedere, «su base mutualistica, un’assistenza sociale su base universale, mentre rimane aperta, se pur affidata ad una transizione destinata a concludersi nel 2016, la partita della integrazione salariale in deroga e dell’indennità di mobilità». In tale prospettiva, gli AA. ritengono che non sia propriamente corretto parlare di riforma piuttosto di un riordino, di una sistemazione e, per certi versi, di una semplificazione della materia. Rimane, in definitiva, intatta l’esigenza di una vera e propria rifondazione del sistema degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione, non essendo sufficiente il riordino appena operato dalla l. n. 92/2012, che pur si muove sulla giusta strada della semplificazione e della riconduzione ad unità dei diversi strumenti. Si avverte l’esigenza di una profonda riscrittura delle regole, che tenga conto del processo di “mercantilizzazione globalizzata” tendente a ridurre o a ricondurre lo stesso diritto del lavoro nelle braccia del diritto dell’impresa; appaiono, pertanto, necessarie «nuove forme di incrocio tra tre irrinunciabili aspetti della modernità: competizione, cooperazione e solidarietà». Una riforma che parta, dunque, dalla considerazione di quella che è ormai l’effettiva composizione del mercato del lavoro e, in particolare, della segmentazione dello stesso, specie con riferimento al divario tra lavoratori garantiti e lavoratori atipici o flessibili.


Gaetano Zilio Grandi, Mauro Sferrazza The Review of the System of Safety-Net Measures. Evaluating the Effectiveness of Act No. 92/2012

This paper takes as its starting point some considerations on the reform of the safety-net measures laid down by Act No. 92/2012 in order to assess the innovative nature of these provisions. It then goes on to evaluate whether the Social Insurance for Employment (assicurazione sociale per l’impiego, ASpI), can really be regarded as the only form of income support granted to unemployed workers to help them re-enter the labour market. This form of protection should be supplied irrespective of employment grade, trade union affiliation, company size and contractual arrangements, as envisioned by Legislative Decree No. 247/2007. In the authors’ view, the provision presents major shortcomings of a structural nature. This is also because of the attempt by the legislator to extend its scope of application to cover a wider range of recipients. While acknowledging the attempt to set up a more adequate system of safety-net measures, the move on the part of the Italian legislator fails to lay down a set of uniform rules, and thus to achieve the objective of extending the safeguards to all workers. The Social Insurance for Employment laid down by Act No. 92/2012 is not universal in scope and the extent of the unemployment benefit and income support measures is still to be determined and should be agreed upon by 2016. Consequently, the authors are of the opinion that, rather than a reform of the safety-net measures, it would be justified to talk of an adjustment or simplification of the relevant provisions. In this sense, the need to provide a major overhaul of the system of safety-net measures and incentives remains a priority, as the measures set down by Act No. 92/2012 – although moving in the right direction in terms of simplification and uniformity – still prove insufficient. It is thus necessary to envision a throughout reform of the rules which should consider the global markets and assign more powers to employers. In this sense, there is a need to take account of three all-important aspects related to modernity: competition, cooperation and solidarity. The starting point should be an investigation of the labour market and its main characteristics – e.g. its segmentation – with special reference to the great divide in terms of safeguards between salaried and atypical workers.

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Ilario Alvino L’introduzione di regole sulla rappresentatività e gli effetti sulla dinamica dei rapporti collettivi: esperienze a confronto


Muovendo da una sintetica ricostruzione dell’attuale contesto delle relazioni sindacali in Italia, il contributo affronta il problema della opportunità di una introduzione in via legale o contrattuale di criteri per la misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di regole per la stipulazione dei contratti collettivi attraverso una indagine su vantaggi e svantaggi che tale scelta ha mostrato di possedere nell’ambito di due diverse esperienze che vengono a tal fine comparate: la contrattazione collettiva nel pubblico impiego in Italia e la disciplina legale vigente in Francia. La comparazione mostra come la introduzione di regole legali in materia porta con sé il rischio di rallentare la definizione del conflitto collettivo a causa del contenzioso giudiziale che ne può derivare con il conseguente poco auspicabile spostamento dello stesso dal tavolo delle trattative a quello delle aule giudiziarie.


Ilario Alvino Rules on representativeness and the effects on the dynamics of collective relations: a comparison between different experiences

Moving from a synthetic reconstruction of the context of labor relations in Italy, the paper addresses the opportunities of introduce, by law or contract: criteria for measuring the trade unions representativeness; rules for the conduct and negotiation in collective bargaining. The analysis involves a comparative survey on advantages and disadvantages of this choice drawn from two different regulatory experiences: collective bargaining in public employment in Italy and the regulation in force in France. The comparison shows that the introduction of legal regulations in the field risks to slow down the composition of collective conflict through bargaining.
 

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Michele Faioli Autonomia collettiva e concorrenza nel sistema riformato della vendita della stampa quotidiana e periodica


Questo studio analizza, anche alla luce delle recenti spinte di liberalizzazione, qual è il punto di equilibrio tra autonomia collettiva e concorrenza nel settore della vendita della stampa quotidiana e periodica, dove tra punti vendita, distributori ed editori sussistono interessi naturalmente confliggenti o “antinomici”, osservando il modo in cui si concretizza o potrebbe concretizzarsi la libera organizzazione sindacale di lavoratori autonomi in posizione di dipendenza economica.


Michele Faioli Collective Autonomy and Competition in the Newspaper Industry. Producing Newspapers and Periodicals under the New Regulatory System

This paper examines the relationship between collective autonomy and competition in the newspaper industry, particularly in the light of the revived trend towards liberalisation. The analysis considers the sale of newspapers and periodicals and the competing interests of the parties involved (vendors, distributors, and publishers). Emphasis is placed upon workers in salaried employment and on a more practical approach to the exercise of their right to organize.
 

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Mauro Sferrazza Il diritto di sciopero nel calcio


Premessi brevi cenni sul diritto di sciopero, lo studio tenta un inquadramento sistematico delle relazioni industriali nel calcio, con particolare riferimento alle problematiche relative al diritto di sciopero e alle modalità del suo esercizio. Il saggio esplora il delicato terreno dei limiti che, secondo l’A., l’esercizio del diritto di sciopero incontra nel mondo del calcio. Indagine, questa, sollecitata dai tratti caratteristici del lavoro sportivo e dalla sua specificità sul piano contrattuale e sindacale. L’idea attorno alla quale si sviluppa lo studio è quella secondo cui i problemi che sorgono dal contatto tra l’ordinamento sindacale e l’ordinamento sportivo devono essere affrontati in relazione alle specificità del diritto sportivo e delle sue esigenze che, entro certi limiti, impongono di tollerare una sorta di compressione delle ordinarie libertà sindacali. Peraltro, l’apposita disciplina – dettata dall’accordo collettivo – sulla tutela delle ragioni di credito dei calciatori, anche alla luce dei principi generali sui quali poggia l’ordinamento sportivo, tra cui, in particolare, quello del regolare svolgimento dei campionati e delle competizioni, richiamano l’attenzione dell’interprete sulla opportunità di una specifica disamina in materia scevra da derive tipologiche.


Mauro Sferrazza Industrial Relations and the Right to Strike in Football

This paper provides a systematic analysis of industrial relations and the right to strike in football. Special reference is made to issues arising from limitations on the exercise of the right to organize in this sector, the result of the special nature of this occupation, both in terms of contractual arrangements and trade union rights. The main argument of this paper is that problems stemming from the overlapping of Trade Union Law and Sports Law should be dealt with by taking account of the main provisions in this area, giving rise to the need to tighten-up traditional trade union rights. In this sense, the recourse to collective bargaining has resulted in ad hoc legislation which is particularly concerned with football players’ claims to advanced amounts due, in line with the underlying principles of Sports Law that are intended to ensure the proper running of league and other competitions. In the author’s view, this is a further confirmation of the need to adopt a set of specific provisions, moving away from the traditional classification of existing contractual schemes.
 

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