Antonello Zoppoli Diritto di sciopero e rappresentatività sindacale: il paradosso dei servizi essenziali tra sistema “di fatto”, istanze di moderna democrazia e bilanciamento dei diritti

Il nostro ordinamento è dotato di una disciplina specifica (la l. n.146/1990) per la regolazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali che ha certamente contribuito progressivamente a ridurre e civilizzare il conflitto in settori tanto delicati, sebbene non abbia ancora portato ad una considerevole riduzione del livello di conflitto tale da allineare il nostro Paese ai più generali standard europei. Per raggiungere tale obiettivo pare necessaria una revisione della disciplina di riferimento. Nel saggio vengono ripercorse le linee evolutive dello sciopero nell’industria quale diritto individuale ad esercizio collettivo, nonché strumento di legittimazione del soggetto collettivo, divenuto invece strumento del potere sociale disorganizzato, ovvero motivo di complicazione dei circuiti di legittimazione sociale. Risulta così legittimata l’impostazione di chi tende ad invertire il rapporto tra rappresentatività e sciopero: non più “lo sciopero per la rappresentatività”, ma “la rappresentatività per lo sciopero”.


Antonello Zoppoli Right to strike and representativeness of trade unions: the paradox of essential public services between “de facto” system, requests for modern democracy and balance of rights

The Italian legal order has a specific regulation (Law No. 146/1990) of the right to strike in essential public services. The law has certainly contributed to civilizing industrial relations in such delicate sectors over time, but has not yet sufficiently reduced industrial conflict to align Italy with the general European standards. To this purpose, there would be a need for a revision of the regulation. The essay traces the evolution of strike in the industry: formerly established as an individual right to be exercised collectively as well as an instrument of legitimization of the collective subject, it has become an instrument of the organized social power and subsequently an obstacle to social legitimization. Therefore, the stance of those tending to invert the relationship between representativeness and strike, would appear to be legitimate: no longer “the exercise of the right to strike as a means to get the representativeness”, but “the assessment of the representativeness of trade unions as a precondition for the right to strike”.

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