NORME REDAZIONALI E DI EDITING

  

3.    Criteri per editing


3.1.  Formattazione

1)    Non utilizzare formattazioni particolari. Utilizzare solo:

•   grassetto per i titoli di contributi/capitoli e per titoli di paragrafo
•   corsivo per parole straniere non entrate nell’uso comune della lingua italiana (che vanno quindi declinate: si veda sotto l’elenco delle parole che non si mettono più in corsivo); per dare enfasi ad un’espressione o un termine che si vuole sottolineare in particolar modo (non utilizzare grassetto o sottolineato); per titoli di documenti, convegni, seminari che si citano nel testo (non utilizzare le virgolette); per titoli di sottoparagrafi
•    apostrofi e virgolette devono essere formattati:
non " " ma “ ”
non ' ma  (per gli apostrofi si può utilizzare lo strumento “trova/sostituisci tutti”)
•    per gli accenti utilizzare i caratteri accentati, non gli apici di seguito alla lettera:
non a’ e’ i’ o’ u’ ma à è ì ò ù
non E’ ma È
•    attenzione alle congiunzioni composte con il relativo “che” (l’accento è acuto non grave):
non perchè ma perché
non nonchè ma nonché
non finchè ma finché
non sicchè ma sicché
ecc.

2)    Utilizzo delle virgolette, punti di sospensione e trattini:

•    virgolette basse (« ») per le citazioni testuali da altre fonti (altri autori, norme, sentenze)
•    virgolette alte (“ ”) per isolare un concetto, un termine o un’espressione; per evidenziare l’utilizzo di un termine in un contesto differente rispetto a quello in cui è più comunemente usato; per il secondo grado di citazione testuale
•    virgolette semplici o apici (‘ ’) solo ed esclusivamente per il caso (rarissimo) di terzo grado di citazione testuale
•    punti di sospensione: per indicare gli omissis (parti soppresse) all’interno di una citazione testuale tra virgolette si utilizzano i tre punti di sospensione tra parentesi quadre [...]; non utilizzare i punti di sospensione al termine di un elenco ma ecc.
•    trattino medio preceduto e seguito da uno spazio ( – ) per le frasi incisive (quindi in apertura e in chiusura alla frase: quello di chiusura deve essere omesso in caso la frase si concluda alla fine del periodo ed in ogni caso prima di un punto fermo)
•    trattino corto senza spazio né prima né dopo (-) per parole composte o per unire due termini
•    non utilizzare il trattino lungo (—) in nessun caso

3)    Non utilizzare elenchi puntati automatici: in caso siano presenti nel testo originale è necessario toglierli e inserirli manualmente (senza rientri di paragrafo), nelle seguenti modalità:

•    per i numeri (con la parentesi):
     1)
     2)
     ecc.
•    per le lettere (minuscole e con parentesi):
     a)
     b)
     ecc.
•    come simboli, solo il trattino medio (che si trova nei simboli):
     –
     –
     ecc.

NON utilizzare elenchi di altro genere, per esempio:
     1.
     2.
     ecc.
     1-
     2-
     ecc.

o simboli quali trattini corti, rombi (pieni e vuoti), cerchi, ecc.
Inoltre, dopo la parentesi o il trattino medio bisogna inserire non lo spazio ma la tabulazione (tasto tab) senza dare nessuna misura, ma lasciando quella che già è impostata automaticamente in word.

4)    Togliere doppi/tripli/ecc. spazi tra le parole utilizzando lo strumento “trova/sostituisci tutto”.


3.2. Abbreviazioni

Riferimenti normativi

art. (o artt.)      articolo (o articoli)
c.c.                 codice civile
c.p.                 codice penale
c.p.c.              codice di procedura civile
c.p.p.              codice di procedura penale
circ. Inail/Inps circolare Inail/Inps
circ. Min. lav.   circolare del Ministero del lavoro
Cost.               Costituzione/della Costituzione
d.D.G.             delibera della Direzione Generale
d.d.                 decreto direttoriale
d.g.R.               delibera della Giunta Regionale
d.i.                  decreto interministeriale
d.l.                  decreto legge
d.lgt.               decreto luogotenenziale
d.lgs.               decreto legislativo
d.lgs. C.p.S.    decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
d.m.                decreto ministeriale
d.P.C.M.          decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
d.P.R.              decreto del Presidente della Repubblica
d.d.l.                  disegno di legge
int.                  interpello (risposta a)
l.                     legge
l.cost.              legge costituzionale
l.d.                  legge delega
l.p.                  legge provinciale
l.r.                   legge regionale
lett.                 lettera/lettere
mess.              messaggio
r.d.                  regio decreto
r.d.l.                regio decreto-legge
r.d.lgt.             regio decreto-legge luogotenenziale
Stat. lav.         Statuto dei lavoratori
TU                  Testo Unico

Esempio:
d.lgs. n. 494/1996, art. 5, comma 1, lett. a
NON decreto legislativo n. 494 del 1996; né d.lgs. n. 494 del 1996

N.B.: la lettera è sempre senza parentesi e in corsivo


Altre abbreviazioni

c.d.                cosiddetto/a/i/e
CCNL              contratto collettivo nazionale del lavoro
cfr.                 confronta
Cgil, Cisl, Uil    
CIG                cassa integrazione guadagni
CIGO              cassa integrazione guadagni ordinaria
CIGS              cassa integrazione guadagni straordinaria
DPL                direzione provinciale del lavoro
DRL                direzione regionale del lavoro
DTL                direzione territoriale del lavoro
DURC              documento unico di regolarità contributiva
PA                  pubblica amministrazione (non p.a. o P.A.)
TFR                trattamento di fine rapporto
TU                 Testo Unico
TUIR              Testo Unico delle imposte sui redditi

ecc.               eccetera (non etc.)

N.B.: non utilizzare l’abbreviazione v. per vedi/si veda

Gli acronimi e le sigle si scrivono in maiuscolo senza punti tra le lettere. Si utilizza solo l’iniziale maiuscola nel caso di acronimi e sigle che sono entrati nell’uso comune come sostantivi (Inps, Inail, ecc.)


3.3.  Riferimenti alle sentenze/ordinanze

Quando non espressamente specificato, il riferimento si intende a sentenze, non ordinanze.
Nel caso della Cassazione civile, inoltre, non si specifica la sezione, tranne nel caso delle sezioni unite. Le abbreviazioni sono le seguenti:

App.                 Corte d’Appello
C. conti           Corte dei conti
C. cost.            Corte costituzionale
C. giust.           Corte di giustizia
C. Stato           Consiglio di Stato
Cass. pen.       Cassazione penale
Cass.               Cassazione (civile)
sez. un.            sezioni unite
Pret.                 Pretura
TAR                 Tribunale amministrativo regionale
Trib.                 Tribunale


Esempi:
•    Cass. 23 aprile 1992, n. 4851, in RIDL, 1993, II, 445, con nota di A. BIANCHI, Prestito di lavoro, interesse del datore “distaccante” e consenso del lavoratore
•    C. cost. 12 dicembre 2007, ordinanza n. 448, in GCost, 2007, fasc. 6, 4868
•    C. giust. 17 luglio 2008, C-303/06, S. Coleman v. Attridge Law e Steve Law
•    TAR Lazio 1° dicembre 2004, n. 14643
•    Trib. Milano 21 giugno 2000, in LG, 2001, 88
•    Trib. Roma ordinanza 1° febbraio 2006

N.B.: la prima volta che una sentenza viene citata mettere riferimenti completi: data (giorno, mese, anno), numero, eventualmente estremi di pubblicazione. Quando è già stata citata solo numero e anno (separati da /), seguito da cit.: Cass. n. 4851/1992, cit.


3.4.  Maiuscole/minuscole

Asl (Azienda sanitaria locale)
Commissione europea

comunicazione n.
Comunità europea (CE)
convenzione n.
direttiva
direzione provinciale del lavoro (DPL), direzione regionale del lavoro (DRL), direzione territoriale del lavoro (DTL)
euro, lira, dollaro, ecc. (non utilizzare i simboli)
Fondo sociale europeo (FSE)
Ilo
Inail
Inps
Isfol
Istat
Libretto formativo
Libro Bianco
Libro Verde
Parlamento europeo
Pil
raccomandazione n.
regolamento n.
riforma Biagi
Servizio sanitario nazionale (SSN)
Unione europea
Working Paper


3.5.  Date

Il giorno e l’anno vanno indicati in cifre arabe, il mese va scritto in lettere (sempre minuscolo): 16 giugno 1996.
Il primo giorno del mese va indicato nel modo seguente: 1° luglio 2008.
I decenni e i secoli vanno scritti in lettere con l’iniziale maiuscola: gli anni Venti (non gli anni ‘20); il Novecento (non il ‘900).