Call for papers attive

NUOVE PROFESSIONI E IDENTITÀ PROFESSIONALI (30 giugno 2021)
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Oggetto della call for paper

Il fenomeno della espansione della logica della professionalizzazione oltre il perimetro delle professioni ordinistiche, e della diffusione di “nuove professioni” connotate da specifiche esigenze di tutela e riconoscimento, è da tempo all’attenzione della riflessione sociologica. Si tratta di processi acquisiti, sebbene non adeguatamente approfonditi, anche in altri ambiti disciplinari, e in particolare nella dottrina giuslavoristica. Una realtà sempre più rilevante sul piano quantitativo e che richiede un adeguato corpo di conoscenze, ancora in larga parte da costruire, per affrontare importanti sfide sul piano della regolazione della concorrenza e della tutela dei lavoratori. Le condizioni dei “nuovi professionisti” sul mercato possono infatti essere assunte come forma paradigmatica di relazione di lavoro in cui acquistano una importanza centrale la costruzione e il riconoscimento sul piano individuale e collettivo di una identità professionale e l’articolazione di tutele costruite intorno alla valorizzazione della professionalità. All’incrocio tra input regolatori europei, riforme nazionali, autoregolamentazione privata e evoluzione delle forme di rappresentanza, emergono in particolare due sfide sul piano scientifico. Da un lato, chiarire, attraverso un dialogo che non può che essere interdisciplinare, categorie analitiche, processi e strumenti centrali per la comprensione ed il governo di questi fenomeni, a partire dalla evoluzione del concetto di “professione”. Dall’altro, comprendere come nascono e si sviluppano i processi di professionalizzazione di specifiche figure professionali che acquistano un peso sempre più crescente alla luce dei processi di riorganizzazione del lavoro nelle imprese private e pubbliche e della evoluzione dei sistemi di welfare. Si fa qui riferimento, in particolare, alle figure manageriali chiamate a gestire il cambiamento nelle organizzazioni pubbliche e private; ai professionisti cui è demandata l’implementazione di adeguati processi di valorizzazione delle risorse umane, cruciali per affrontare le transizioni digitale, ecologica e demografica in atto; alle figure professionali che operano nei settori in espansione della gren economy; ai professionisti dei sistemi preposti alla tutela della salute, della sicurezza e del benesere delle persone che stanno attraversando importanti cambiamenti nel quadro della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”; ai cosiddetti white jobs (professioni di cura e sanitarie), cui è affidata l’evoluzione dei modelli di welfare.

La presente call for paper è volta a sollecitare in particolare contributi sui seguenti nodi tematici:

- definizione di professione (quadro nazionale ed europeo);

- riconoscimento delle qualificazioni (tra riconoscimento pubblico e di mercato), sistemi di certificazione delle competenze, attestazione e qualificazione, nel quadro nazionale, europeo ed internazionale;

- raccordo tra standard formativi e professionali e coordinamento dei sistemi di riconoscimento delle capacità professionali pubblici e privati con la contrattazione collettiva;

- evoluzione delle professioni ordinistiche e regolazione degli ordini e degli albi professionali in Italia e in Europa e rapporto con le professioni non regolamentate;

- ruolo delle associazioni professionali nel campo della qualificazione dei professionisti e delle politiche attive;

- sfide e evoluzione del ruolo dei manager nelle organizzazioni pubbliche e private, il ruolo della formazione manageriale;

- l’evoluzione dei profili professionali nelle aree dello sviluppo organizzativo e delle risorse umane;

- professioni emergenti nell’ambito dei servizi per l’orientamento professionale, per lo sviluppo occupazionale e le politiche attive del lavoro;

- le professioni nell’area della salute e sicurezza e l’emergere di nuove professionalità all’incrocio tra salute, benessere e sicurezza della persona;

- green jobs e white jobs: luce e ombre della regolazione del lavoro in due aree professionali strategiche per lo sviluppo di un nuovo modello sociale ed economico sostenibile e processi di professionalizzazione emergenti.

Tempistica e indicazioni per la redazione dei contributi

I contributi, in lingua italiana, inglese, spagnola o francese, redatti in forma di saggio per un minimo di 20000 ed un massimo di 60000 battute (spazi e note inclusi) dovranno pervenire alla redazione della rivista entro il 30 giugno 2021 all’indirizzo: professionalitastudi@edizionistudium.it. Saranno valutati con un processo di peer reviewing in modalità double blind. Le valutazioni saranno comunicate agli autori. I contributi dovranno essere redatti nel format della rivista e accompagnati da abstract (massimo 1000 battute, spazi inclusi) in italiano e in inglese.

Le norme redazionali e i format per la redazione dei contributi sono disponibili al sito https://moodle.adaptland.it/mod/folder/view.php?id=21338

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LA PROFESSIONALITÀ DOCENTE TRA NUOVI PARADIGMI E FUNZIONI (31 agosto 2021)
promossa da G. Bertagna e M. Tiraboschi - SCARICA IL PDF DELLA CALL FOR PAPER

Oggetto della call for paper

Sigmund Freud sosteneva che esistono tre professioni “impossibili”: psicanalizzare, governare e educare. Proprio l’impossibilità di quest’ultima professione esercitata nelle scuole, negli ultimi mesi, è stata messa ancor più in chiaro duramente l’emergenza pandemica. Le competenze richieste ai docenti dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado sono stata inedite rispetto alle routine tradizionali, ma anche da tempo ritenute indispensabili per questa professione: da quelle tecnologiche, a quelle empatiche/relazionali; da quelle giuridiche e comunicative, fino a quelle di carattere interdisciplinare. Il cuore di tutti i problemi è la gestione della consapevolezza che i processi di istruzione sono positivi solo se e quando diventano occasione di crescita autenticamente educativa e formativa delle persone. La professionalità docente vive, quindi, ancor più che in passato, una stagione di costante espansione dei propri limiti e confini, ma anche delle proprie potenzialità. Forse anche per questo, dopo i lunghi mesi di emergenza sanitaria, da più parti si è invocato un nuovo modo di pensare e di agire la formazione iniziale dei docenti, ma anche e nondimeno la loro formazione in ingresso e soprattutto continua. Sfide che diventano ora una importante occasione da cogliere per almeno un duplice ordine di motivi. Innanzitutto perché, come rilevato recentemente dai periodici monitoraggi dell’OECD (Teachers in Europe Careers, Development and Well-being, 2021), nel prossimo decennio si assisterà ad un forte ricambio di quasi la metà del corpo insegnante italiano per via dei pensionamenti. A questo elemento si aggiunge l’opportunità del prossimo recovery plan che rappresenta un possibile punto di svolta per ridisegnare la figura del docente per i prossimi decenni. Ma anche il preoccupante fenomeno per cui al declino demografico che fa diminuire da oltre un ventennio il numero gli studenti seguono politiche occupazionali che incrementano il numero dei docenti, tutti irrigiditi, tuttavia, da un’uniforme contrattualistica fordistica tipica del secolo scorso. Non meno significative sono le sfide che riguardano la professionalità dei docenti universitari. Certamente la transizione a nuovi metodi e strumenti di insegnamento e apprendimento mediati dalla tecnologia, accelerata dalla crisi pandemica, ha trovato le istituzioni dell’istruzione terziariea meglio attrezzate, per le sperimentazioni già avviate nello scorso decennio. Nondimeno, restano importanti nodi da sciogliere sul fronte della professionalità dei docenti, non sempre in possesso di adeguate competenze per gestire un cambiamento che non sembra reversibile e riguarda non solo (e non tanto) il tema dell’utilizzo delle tecnologie, ma le stesse finalità della didattica universitaria di fronte alle trasformazioni profonde dei mercati del lavoro, il rapporto tra didattica e ricerca, il rapporto tra conoscenza teorica e pratica e il ruolo sempre più centrale che l’apprendimento situato riveste nei processi di formazione delle identità professionali degli studenti universitari. Il presente numero della rivista mira dunque a raccogliere contributi che provino a declinare le diverse dimensioni della professionalità dei docenti nel XXI secolo: dal confronto con i nuovi principi epistemologica e metodologici che devono accompagnare una formazione iniziale e in servizio che corrisponda alle emergenze educative e formative che stiamo attraversando fino all’urgenza di articolare una differenziazione di compiti, responsabilità, ruoli della funzione docente. Particolarmente incoraggiato è, in questa prospettiva, anche l’invio di prospettive contenenti comparazioni internazionali, best practices e studi quali/quantitativi.

Tempistica e indicazioni per la redazione dei contributi

I contributi, in lingua italiana, inglese, spagnola o francese, redatti in forma di saggio per un minimo di 20000 ed un massimo di 60000 battute (spazi e note inclusi) dovranno pervenire alla redazione della rivista entro il 31 agosto 2021 all’indirizzo: professionalitastudi@edizionistudium.it. Saranno valutati con un processo di peer reviewing in modalità double blind. Le valutazioni saranno comunicate agli autori. I contributi dovranno essere redatti nel format della rivista e accompagnati da abstract (massimo 1000 battute, spazi inclusi) in italiano e in inglese. Le norme redazionali e i format per la redazione dei contributi sono disponibili al sito https://moodle.adaptland.it/mod/folder/view.php?id=21338

Last modified: Friday, 14 May 2021, 8:28 AM