n. 1

Giorgio Impellizzieri

Politiche attive del lavoro e contrattazione collettiva: una prima ricognizione

Obiettivi: l’obiettivo del contributo è di indagare in che modo i temi del diritto del mercato del lavoro e delle politiche attive del lavoro siano entrati nella contrattazione collettiva tanto a livello nazionale quanto a livello decentrato. Metodologia: l’analisi ha per oggetto 23 CCNL, individuati tra i contributi applicati al numero di lavoratori più alto, secondo la rilevazione congiunta di Cnel e Inps, con l’attenzione di individuare almeno un CCNL per ciascun settore contrattuale. In aggiunta, sono stati analizzati anche accordi collettivi a livello territoriale e aziendale. Risultati: le parti sociali, pur con numerosi limiti, hanno iniziato a trattare di politiche attive con disposizioni normative e obbligatorie di vario genere (sistemi paritetici di monitoraggio e osservazione, diritto soggettivo alla formazione, borse lavoro, impegni per la ricollocazione dei lavoratori in esubero, ecc.). Limiti e implicazioni: il saggio si limita a una prima ricognizione della realtà giuridica effettuale in materia di politiche attive e apre a ulteriori indagini e a proposte progettuali. Originalità: l’originalità del contributo sta nella realizzazione di una ricognizione sistematica e ragionata per una lettura in chiave di diritto delle relazioni industriali di politiche attive, lasciando emergere come queste non siano più da intendere come affare di competenza esclusiva dell’attore pubblico.

Parole chiave: contrattazione collettiva, politiche attive, formazione, mercati transizionali del lavoro.

 

Active Labour Policies and Collective Bargaining: a First Reconnaissance

Objectives: the objective of the contribution is to investigate how collective bargaining both at the national and decentralized level regulates the issues of labour market law and active labour policies. Methodology: the sample analysed 36 national collective bargaining agreements, identified among those applied to the highest number of workers, according to the joint survey of Cnel and Inps. At least one national collective bargaining agreement for each contractual sector was selected. The sample is also composed of territorial and company level collective agreements. Results: the social partners, albeit with numerous limitations, have already begun to deal with active policies with provisions of various kinds (joint monitoring and observation systems, subjective right to training, commitments for the relocation of redundant workers, etc.). Limitations and implications: the essay is limited to an initial reconnaissance of the actual legal and contractual framework regarding active policies and opens to further investigation and project proposals. Originality: the originality of the contribution lies in the realization of a systematic and reasoned reconnaissance of active policies for a reading through the lens of industrial relations law, sustaining the thesis according to which active policies are no longer to be understood as a matter of exclusive competence of the public actor.

Keywords: collective bargaining, active policies, training, transitional labour markets.

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